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lunedì 28 luglio 2025

Il valore del sostegno tra genitori: riflessioni di una madre

 

Il valore del sostegno tra genitori: riflessioni di una madre

Estratto adattato da un articolo di Marubini C. Sadiki (2023)


Crescere un figlio con disabilità significa affrontare sfide complesse, spesso in solitudine. Ma è proprio nell’incontro con altri genitori che può nascere una forza nuova. Questo articolo è un estratto liberamente adattato e riformulato, tratto dall’esperienza raccontata da Marubini C. Sadiki nel suo contributo scientifico pubblicato sull’African Journal of Disability. L’articolo originale è disponibile in lingua inglese e consultabile gratuitamente online (vedi link in fondo).


Un inizio difficile

All’inizio, tutto sembrava confuso. La diagnosi, le incertezze, le continue visite, la sensazione che qualcosa fosse cambiato per sempre. Accanto a me, poche parole. Chi mi stava vicino faticava a comprendere davvero cosa stessimo vivendo. Il senso di solitudine, più che le difficoltà pratiche, era ciò che pesava di più.

In quel momento, ogni domanda sembrava non trovare risposta, e ogni giorno era una salita ripida.


La svolta: l’incontro con un’altra madre

Poi, un giorno, accadde qualcosa di semplice ma profondamente umano. Una madre, in una sala d’attesa, incrociò il mio sguardo. Bastò un breve scambio di parole per far nascere una connessione sincera. Lei stava affrontando un percorso simile al mio.

Quel primo incontro segnò un punto di svolta: iniziai a comprendere quanto fosse importante sentirmi parte di una comunità, anche piccola, ma capace di comprendere senza giudicare.


Il potere del confronto tra pari

Negli incontri successivi – a volte organizzati, a volte spontanei – scoprii una rete preziosa di genitori. In quelle conversazioni si parlava di tutto: delle difficoltà burocratiche, delle conquiste quotidiane, ma anche delle emozioni, della stanchezza e delle piccole gioie.

Non servivano soluzioni perfette: bastava la possibilità di raccontarsi, senza paura. Quel confronto mi restituiva forza, chiarezza e soprattutto dignità.


Non solo conforto: anche strumenti

Attraverso altri genitori, iniziai a conoscere diritti, servizi, agevolazioni, strumenti didattici e terapisti specializzati. Il sapere condiviso si trasformava in risorsa concreta. In molti casi, era proprio il passaparola a offrirmi soluzioni più efficaci di tante informazioni ufficiali.

Le reti di supporto diventavano, così, veri e propri spazi di orientamento, accoglienza e crescita.


Riflessione finale

Oggi so che il percorso di un genitore non può essere affrontato da solo. La condivisione non elimina le difficoltà, ma le rende più affrontabili. Le parole scambiate tra chi vive esperienze simili sono spesso il primo passo verso una forma nuova di fiducia.

Anche un piccolo gesto – un messaggio, un invito, una testimonianza – può diventare un ponte.


📖 Fonte originale dell’articolo completo
Sadiki, M.C. (2023). Parenting a child with disability: A mother’s reflection on the significance of social support.
African Journal of Disability, vol. 12, Art. #1157
🔗 Leggi l’articolo originale in inglese (accesso libero)

📘 Licenza: Creative Commons Attribution (CC BY) – è consentito l’uso, la modifica e la distribuzione, citando correttamente l’autrice e la fonte.

2 commenti:

  1. Ho letto l'articolo....anche io sono una mamma con un bimbo di 6 anni autistico e so che si può provare....capisco benissimo questa mamma e so che si prova....dobbiamo essere forti e fiduciose perché questi bambini hanno bisogno di noi e di tanto supporto....questa pagina è un'opportunità per confrontarci

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