Il valore del sostegno tra genitori: riflessioni di una
madre
Estratto adattato da un articolo di Marubini C. Sadiki
(2023)
Crescere un figlio con disabilità significa affrontare
sfide complesse, spesso in solitudine. Ma è proprio nell’incontro con altri
genitori che può nascere una forza nuova. Questo articolo è un estratto
liberamente adattato e riformulato, tratto dall’esperienza raccontata da
Marubini C. Sadiki nel suo contributo scientifico pubblicato sull’African
Journal of Disability. L’articolo originale è disponibile in lingua inglese
e consultabile gratuitamente online (vedi link in fondo).
Un inizio difficile
All’inizio, tutto sembrava confuso. La diagnosi, le
incertezze, le continue visite, la sensazione che qualcosa fosse cambiato per
sempre. Accanto a me, poche parole. Chi mi stava vicino faticava a comprendere
davvero cosa stessimo vivendo. Il senso di solitudine, più che le difficoltà
pratiche, era ciò che pesava di più.
In quel momento, ogni domanda sembrava non trovare risposta,
e ogni giorno era una salita ripida.
La svolta: l’incontro con un’altra madre
Poi, un giorno, accadde qualcosa di semplice ma
profondamente umano. Una madre, in una sala d’attesa, incrociò il mio sguardo.
Bastò un breve scambio di parole per far nascere una connessione sincera. Lei
stava affrontando un percorso simile al mio.
Quel primo incontro segnò un punto di svolta: iniziai a
comprendere quanto fosse importante sentirmi parte di una comunità, anche
piccola, ma capace di comprendere senza giudicare.
Il potere del confronto tra pari
Negli incontri successivi – a volte organizzati, a volte
spontanei – scoprii una rete preziosa di genitori. In quelle conversazioni si
parlava di tutto: delle difficoltà burocratiche, delle conquiste quotidiane, ma
anche delle emozioni, della stanchezza e delle piccole gioie.
Non servivano soluzioni perfette: bastava la possibilità di
raccontarsi, senza paura. Quel confronto mi restituiva forza, chiarezza e
soprattutto dignità.
Non solo conforto: anche strumenti
Attraverso altri genitori, iniziai a conoscere diritti,
servizi, agevolazioni, strumenti didattici e terapisti specializzati. Il sapere
condiviso si trasformava in risorsa concreta. In molti casi, era proprio il
passaparola a offrirmi soluzioni più efficaci di tante informazioni ufficiali.
Le reti di supporto diventavano, così, veri e propri spazi
di orientamento, accoglienza e crescita.
Riflessione finale
Oggi so che il percorso di un genitore non può essere
affrontato da solo. La condivisione non elimina le difficoltà, ma le rende più
affrontabili. Le parole scambiate tra chi vive esperienze simili sono spesso il
primo passo verso una forma nuova di fiducia.
Anche un piccolo gesto – un messaggio, un invito, una
testimonianza – può diventare un ponte.
📖 Fonte originale
dell’articolo completo
Sadiki, M.C. (2023). Parenting a child with disability: A mother’s
reflection on the significance of social support.
African Journal of Disability, vol. 12, Art. #1157
🔗
Leggi l’articolo
originale in inglese (accesso libero)
📘 Licenza: Creative
Commons Attribution (CC BY) – è consentito l’uso, la modifica e la
distribuzione, citando correttamente l’autrice e la fonte.
Ho letto l'articolo....anche io sono una mamma con un bimbo di 6 anni autistico e so che si può provare....capisco benissimo questa mamma e so che si prova....dobbiamo essere forti e fiduciose perché questi bambini hanno bisogno di noi e di tanto supporto....questa pagina è un'opportunità per confrontarci
RispondiEliminaBellissimo articolo🙏🏼
RispondiElimina